UNA FRASE PER RIFLETTERE

È sempre stato così, che l'amore non conosce la sua propria profondità finché non arriva l'ora del distacco.

Di quei balli sull'acqua

Iole Troccoli
 
Di quei balli sull'acqua



L'ho vissuto veloce il mio mare,

senza venti scolpiti o male parole che ghiacciano

superfici scontrose,


l'ho vissuto di accenti e un travaglio di pioggia che affina

pena di onde più verdi, quelle fonde che salgono

a respirare colori come becco di uccello affiorato,

digitale di schizzi sull'inverno che viene.


Ho scagliato il mio mare lontano

quando mi è parso tardi e lo sciame di stelle inseguiva

e io lesta, sul molo, a scheggiare di unghie un ritratto di luna

conservato a memoria in cassetti - comparse, con la testa voltata

e un sacchetto di terra nutrito sui miei passi di danza

mescolati coi dadi.


Se di adesso è il perdono che mi unge le dita,

l'olio santo del mare fruga ancora le pieghe

di quel giovane bacio al corallo impietrito di sale


e negli occhi ora è musica, il fruscio più impietoso

che mi resta di me e di quel tempo di balli sull'acqua,

una giga sottana che sventaglia il filtrato di sabbia

sulle ore marcite

come ultima goccia che piega la testa e si addentra nell'ombra


reclinata sui fiori.

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GENERE: poesia
SCAFFALE: Altro
Opere pubblicate da questo autore: 11
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