UNA FRASE PER RIFLETTERE

Il più terribile dei mali, cioè la morte, non è niente per noi, dal momento che, quando noi ci siamo, la morte non c'è, e quando essa inesorabilmente arriva, noi non siamo più.

Spente vetrine

Luigi Diego Eléna
 


Laggiù è la piazza dove a quest'ora vive di spente vetrine fedeli
e i primi tre lampioni hanno in dubbio favole spente da difendere
nel cuore al suo turno di saper parlare tra le stampe giacigli dei barboni.
Confuse per ogni tetto alcune ore di sole nella scatola all'alba s'iscrivono
hanno radici in manette di purgatorio e di paradiso nel chiederci notizie.
Anche lo sguardo è in maschera e a capo chino il silenzio in rumore
quel sempre deserto per gli inganni oltre i vetri spessi raggi che infiammano
dove è quasi assurdo tentare le ombre che sono la vita in attesa e le disegna.
In continuità da non mancare.
COMMENTI
Ancora non vi sono commenti per quest'opera. Inserisci tu il primo.
Solo gli utenti registrati possono lasciare commenti.
GENERE: poesia
SCAFFALE: Altro
Opere pubblicate da questo autore: 469
athenamillennium.it © 1999-2019 - Tutti i diritti riservati | v.10.0
Sito realizzato da: Arti Creative