UNA FRASE PER RIFLETTERE

Se la fama giunge solo dopo la morte, che aspetti.

Lettera di Lady Mildred a Oliver Abbot

lulu
Dall'epistolario di lady Mildred Flairy e Oliver Abbot duca di Kensington

(Scherzo di una poetessa nel giorno del suo compleanno)


Sir Oliver, il Vostro ardire mi colora le pallide gote sì da farle somigliar a melograni maturi, Voi mi adulate caro amico ma io me ne compiaccio grandemente.
  
La sera è giunta rapida e silenziosa, portando con sè freddo e  bruma invernale, come si addice a questa stagione certo, ma io mi sono rintanata nel mio castello, vestita, pensate che sciocca io sono, con abiti maschili, ove leziosamente nascondo la mia femminilità.  
I calzoni neri e consunti si addicono alla blusa, nera anch'essa e segnata in vita e nel décolleté da un' impalpabile trama di pizzo sdrucito.  
Sono affezionata a questa mise antica e obsoleta, qui dentro io ci sto in naturalezza e comodità tanto più che nessun ospite questa sera è atteso nella mia casa.  
Il caminetto è acceso, il the sul tavolino rotondo, la tazza di porcellana bianca a fiorellini è quasi baciata dalla luce riverberante dell'abat jour a forma di Pierrot, caro ricordo di un viaggio di tanto tempo fa e mai dimenticato.  
Ero a Parigi, città dell'amore, per dimenticare chi senza ritegno e pudore mi avea spezzato il cuore e mi divertivo, ragazzetta curiosa, a visitare strade e botteghe, cercando cosa, io non lo so.  
Una mattina di maggio, questo Pierrot mi sorrise, così almeno a me sembrò, dalla vetrina di un'antica bottega piena di ricordi, lasciati all'attenzione del miglior offerente, perchè i ricordi non costano nulla, si sa, spezzano il cuore ma non hanno valore per chi li guarda in una vetrina di antichità, esposti senza pudore e senza ritegno alcuno.  
Lì trovai il mio Pierrot ed ora lo guardo ripensando a quel tempo passato, un tempo assai lontano caro amico, in cui non apprezzai ciò ch'io allora possedevo, la giovinezza e la beltà e le speranze di giorni felici a rallegrarmi.  
Il tempo vola sir Oliver, Voi lo sapete bene, vola  nonostante noi e i nostri pensieri e i nostri sogni incauti,  spaventati come piccole creature bisognose di cura ed attenzione infinita.  
Voi mi capite bene e per questo io Vi parlo con il cuore in mano, sapendo che il Vostro essere comprende ogni mio angolo interiore e nascosto, ogni sfumatura della mia complessa anima, Voi mi capite e ciò mi consola il cuore, affaticato e pensieroso.  
Ora Vi lascio alle Vostre faccende letterarie mentre io tornerò alle mie, perchè già troppe sciocchezze Vi ho servito, proprio come si fa con un vassoio d'argento ricolmo di dolcetti e delicatezze, a un ospite di riguardo qual Voi siete.  
Vi auguro una piacevole serata caro dolce amico, sempre Vostra e affezionatissima Mildred
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GENERE: poesia
SCAFFALE: Natura
Opere pubblicate da questo autore: 195
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