UNA FRASE PER RIFLETTERE

Dubita pure che le stelle siano fuoco, dubita che la verità sia menzogna, dubita che il sole si muova, ma non dubitare mai del mio amore.

I Fiori di Stéphane Mallarmè

Paolo Faccenda

I fiori ( Stéphane Mallarmè )

 

Dalle valanghe d’oro del vecchio azzurro, il primo

giorno e degli astri dall’eterna neve

tu distaccasti allora i grandi calici

per la giovane terra vergine da disastri.

 

I cigni dal collo sottile nel fulvo gladiolo

e il lauro divino dei cuori esiliati, vermiglio

al pari dell’alluce puro del serafino,

che tinge l’acceso pudore d’aurore calpeste,

 

il giacinto ed il mirto dell’immateriale fulgore

e, simile a carne di donna, la rosa crudele,

Erodiade in fiore del chiaro giardino, colei

che d’un violento sangue e radioso s’irrora!

 

E tu facesti dei cigni il singhiozzante bagliore

che rotolando su mari di sospiri che sfiora,

attraverso l’incenso turchino di spenti orizzonti

sognante s’innalza verso il pianto lunare!

 

Osanna con sistri e turiboli, o nostra Signora,

osanna dalle aiuole dei nostri limbi!

E l’eco si smorzi lungo le sere celesti,

estasi degli sguardi, brillare di nimbi!

 

O madre che nel tuo seno giusto e forte creasti

i calici dondolanti la fiala serbata

di grandi fiori con dentro la profumata Morte

per il poeta che stanco ingiallisce alla vita.

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GENERE: poesia
SCAFFALE: Altro
Opere pubblicate da questo autore: 583
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