UNA FRASE PER RIFLETTERE

Non è affatto ridicolo dire a chi si ama: "Io ti invento come sei".

Deserto

Regit

 

 

Semantico drappeggio
e dune fatiscenti

 Con Elio Vittorini
un sapere e credere

 lo scorrere del tempo.

E nel cambiar di rotta
la molla esistenziale
coniuga il suo deserto.

 

 

(La poesia nasce dalla lettura di questo pezzo di Elio Vetturini) XXVII. Io so che cosa vuol dire un uomo senza una donna, credere in una, essere di una, eppure non averla, passare anche anni senza che tu sia uomo con una donna, e allora prenderne una che non é la tua ed ecco avere, in una camera d'albergo avere, invece dell'amore, il suo deserto.
Questo, tra i deserti, é il più squallido; non di una vita che manca, ma di una vita che non é tale. Avevi sete, e tu puoi bere; l'acqua c'e'. Avevi fame e puoi mangiare; il pane c'e'. C'e' la fonte, e i palmizi intorno, simile a quello che cercavi.
Ma é solo simile alla cosa, non é la cosa.
Che volevi? io mi dico. Mangio, ed é terra che mangio, non pane. Bevo, ed é terra che bevo. Rimango chino sul letto che ho davanti; e una volta non mi spogliai nemmeno; fumai tutto il tempo, appoggiato alla spalliera, dinanzi a quel deserto.
L'uomo ricorda la sua sete.
Oh sete! io penso. E chino sul letto bevo; penso che sono umile in questo, penso che sono inginocchiato; ma so che la mia ferocia era la mia purezza.
Perché ho avuto pietà di me stesso? Quest'umiltà non salva un uomo. Egli non ha con sé nessuno. Egli é in ginocchio non nell'amore, ma nel suo deserto.
(Elio Vittorini, Uomini e no)

 

 

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GENERE: poesia
SCAFFALE: Altro
Opere pubblicate da questo autore: 678
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