UNA FRASE PER RIFLETTERE

Gli uomini non sono saggi in proporzione tanto all'esperienza quanto alla loro capacità di fare esperienza.

Senza parole

Salvatore Ferranti

Sapessi scrivere il mio nome
su una barca di carta,
e indirizzarla verso correnti
libere dai pregiudizi dell'età,
dove nessuno sa ancora chi sono
e una bambina potrebbe
meravigliarsi di nuovo
pronunciando sillabe
appese ad un foglio tenero
che si fa sempre più sottile,
sarei un uomo diverso.
Trasparenza che non lascerebbe filtrare
più neanche il pensiero, forse.
Avrei il cuore liscio
come la pagina azzurra
di un album di fotografie,
e sorriderei sempre.

Fossi in grado di scrivere
una poesia senza parole,
un sogno invisibile capace
di reggere agli spasmi del tempo,
e farsi amore di fronte all'oblio
e alla cenere che mi vide nascere,
correrei incontro alla gioia
senza descrivere grandi cerchi
come faccio adesso.
Di polvere e grazia
non sono mai sgombre le nuvole,
ho provato a rintracciare un significato
ma sono stato respinto,
soffiato giù insieme all'aria più pesante.
C'era un albero di ciliegio, bruno e giallo,
ma non era nei pressi,
io che darei la vita per un ramo fiorito.

Potessi dire d'aver scoperto il modo
per far indietreggiare gli anni,
raccogliendo vasche a forma di cuore
e versando i minuti e le ore
in dolci acquitrini a due passi dal mare,
andrei in giro nudo, senza aver paura
delle chiacchiere della gente.
Sarei più caldo di quel che mi ricordo,
e avrei centinaia di fratelli
che mi amerebbero alla follia
per un miracolo deviato
che non saprei come ripetere.
L'olio e il sale sono sul mio tavolo,
a ricordarmi di spegnere la luce
prima di chiudere i sensi
in un castello sottovuoto.
Sempre gli stessi loro,
ed io sempre diverso.

Fossi morto a vent'anni,
travolto da un treno in corsa,
quando il cielo era un'oasi di pace
e non sapevo ancora
qual è il lato meno osceno
di un sole che tramonta,
avrei detto che non esiste
mai del tutto il momento giusto.
Ma adesso, insieme ai viali
che non conoscono stagioni,
sarei statua arguta
ad ammonire i passanti,
e i profili delle donne
mi sembrerebbero tutti uguali.
Pregherei per loro,
e loro si farebbero solenni segni di croce
incrociando i miei occhi sull'ovale
di una porcellana tiepida di sonno.
Amerei il mondo per quel che è,
finalmente sarebbe bianca ogni alba,
dolce fanciulla scalza che porta
in dono fiori freschi e cestini
di frutta che odorano di speranza.
E non avrei bisogno di convincere
il mio orgoglio ferito
che non sono mai stato immortale,
povero petto indifeso
a respingere le accuse del caso.

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GENERE: poesia
SCAFFALE: Altro
Opere pubblicate da questo autore: 60
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