UNA FRASE PER RIFLETTERE

Non c'è parola, in nessun linguaggio umano, capace di consolare le cavie che non sanno il perché della loro morte.

Spegnete le sigarette, maledetti marinai...

woquini
 
...e spegnete le vostre sigarette!

Là fuori bugna il mare marinai,

maledetti voi, che ve la godete

a raccontar inesistenti storie

ed affogare in un bicchier di vino.


Culi e seni l'estate vi sciorina:

palestrate cittadine bramano,

perdersi tra gli unguenti di salino

cui son pregni la pelle ed i capelli

concedendovi un anno di mercede.


Odio il mare che divide, e voi servi

senza storia che conoscete? Nulla!

Che sapete dell'erta che risale

e del verde che si congiunge al cielo?

Mille e mille ti seguono i profumi.


Qui zefiro è d'amante una carezza,

ti corre in gara a fianco tramontano;

è la sua lotta viver di risate:

sfidi il gelo sputando controvento,

ma l'aspro alberga nella salsedine.


Maledetti voi, ed io che v'ho cercato!

E' l'orizzonte acceso in chiaroscuro:

di là dal mare oscuro e scellerato,

amor m'attende, con pelle ambrata,

un dolce viso avvolto in crin corvino.


Di voi ho bisogno adesso, maledetti,

per strappare il mio sogno dalla sabbia

dove lo stringe il vostro mare infame

e portarlo nel verde delle cime,

ma voi, pregni di salso, che capite?



woquini 24.06.2006






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GENERE: poesia
SCAFFALE: Altro
Opere pubblicate da questo autore: 361
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